"Macchine Come Me": l'eterna sfida uomo-robot vista da Ian McEwan

MACCHINE COME ME

“Macchine Come Me” ci porta a Londra in un 1982 ben lontano da come lo conosciamo noi. Alan Turing è ancora vivo ad esempio, e grazie a lui la tecnologia si è evoluta fino ad arrivare alla creazione dei primi uomini (e donne) artificiali. Il giovane Charlie Friend ha deciso che uno dei primi prototipi di androide sarà suo. Il motivo? Conquistare il cuore della vicina di casa, Miranda…

Voto : ⭐ ⭐ ⭐ ⭐

TRAMA

Charlie Friend è un giovane londinese che si guadagna da vivere acquistando e vendendo azioni online. Nel 1982 i progressi tecnologici non si contano oramai più: i pc, le email, Internet, la comunicazione, l’intelligenza artificiale sono all’ordine del giorno. Alan Turing è vivo e i The Beatles hanno da poco ripreso a suonare. Un giorno Charlie decide di acquistare un Adam, uno dei primissimi prototipi di androide messi in circolazione (dodici Adam e tredici Eve, per la precisione), progettato per essere non solo di compagnia ma anche d’aiuto vero e proprio nella quotidianità. Un androide dotato di intelligenza, carne, sentimenti e parecchia, parecchia capacità di autoanalisi…

CONSIDERAZIONI

«Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno».
Le premesse c’erano tutte, intendiamoci. Ma la storia non è un’altra…
Primo libro per me di Ian McEwan, questo “Macchine Come Me” è un volumetto relativamente breve ma stracolmo di spunti interessanti.

1982

L’anno di riferimento non è quello che noi siamo soliti conoscere. E’ una specie di 1982 nel 2020, ecco. Anzi, nemmeno, considerando la normalità nel possedere in casa propria un androide dalle sembianze umane (solo perchè nel 2020 non ci siamo ancora arrivati…). Il 1982 di McEwan è a nostra attuale immagine e somiglianza, e questo agevola parecchio la lettura.

UOMINI COME ME

Charlie vive alla giornata, è innamoratissimo di Miranda, la sua vicina di casa, e spera che Adam riesca ad aiutarlo a conquistare la giovane donna. Tutto sembra filare liscio: Adam viene acquistato, aggiornato, ed è perfettamente funzionante. Ed è proprio la sua resa perfetta che manderà in crisi esistenziale Charlie.

Adam si rende conto che Miranda nasconde un segreto, e nel comunicarlo a Charlie insinua in lui il dubbio: Adam sta raccontando la verità o è tutto frutto della sua logica da androide? Gli avvenimenti intorno a questa storia sono tanti e molteplici, e il turbamento di Charlie è solo uno dei tanti momenti “tragici” all’interno del libro.

MACCHINE-COME-ME-2 "Macchine Come Me": l'eterna sfida uomo-robot vista da Ian McEwan
(tutte le immagini: Google.it)

ROBOT COME ME

Ian McEwan è incredibilmente realistico nel descrivere lo scheletro psico-intelletivo dei robot di “Macchine Come Me”. Esseri umani in tutto e per tutto, dotati di cuore e cervello, capaci persino di arrivare a comprendere il reale motivo della loro creazione. Per i robot, questo facilmente s’intende in prima battuta, non finirà bene.

LA FINE

Un libro che mi ha preso particolarmente bene. Mi ha angosciato, mi ha fatto riflettere, mi ha fatto anche incazzare. Non è un libro leggero per niente, soprattutto per la tematica trattata. Non solo Asimov perciò, nell’eterno confronto etico-morale tra uomini e robot, ma anche un ottimo Ian McEwan. Ve lo consiglio!

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