Gomorra 4: non esistono i buoni. Solo i cattivi.

Gomorra” si conferma un vero e proprio orgoglio italiano: una serie tv che regge benissimo il confronto con altri titani internazionali del piccolo schermo!

Voto: ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐

“La fine del giorno è tutta qua”.
Questo il fugace e ultimo scambio di battute tra Don Pietro Savastano, capoclan dell’omonima fazione, e Ciro “L’Immortale” di Marzio, passato da essere alleato a rivale, nel finale della seconda stagione di “Gomorra“.

Sono però lontani quei tempi, oramai.
La quarta stagione di “Gomorra” prosegue e si chiude mantenendo sempre un livello altissimo di produzione, recitazione e fotografia.
Don Pietro è morto, e anche Ciro. Speravamo nel suo ritorno ma no, non è stato (finora) così. L’ormai protagonista indiscusso Genny Savastano (figlio di Don Pietro, interpretato dal bravissimo Salvatore Esposito) gli ha sparato proprio nel finale della terza stagione.
La quarta vede quindi ribaltati tutti gli equilibri a cui eravamo abituati da tre stagioni ad oggi. Genny si ritrova “da solo”, immerso nel mondo del business “politically correct” (o quasi) assieme alla moglie Azzurra, sempre al suo fianco, e a pochissimi altri personaggi fidati. Forse.

Gravitano intorno a lui altre situazioni sempre sul filo del rasoio. Donna Patrizia, un tempo la donna di Don Pietro, comanda su Secondigliano, e intorno a lei come sempre i fratelli Capaccio, gli “Svizzeri” di Forcella di Sangue Blu e i Levante, subentrati ex novo nella storia, nonchè parenti dei Savastano. Tutto sembra aver trovato nuovamente un equilibrio, ma gli imprevisti ed i tradimenti sono sempre dietro l’angolo. Gennaro, votato alla famiglia, si troverà a compiere delle scelte importanti e pericolose proprio per proteggerla, e si ritroverà – nemmeno tanto suo malgrado – a scendere nuovamente in campo.

“Genny Savastano è turnat'”, cit. .


I cattivi rimangono cattivi, c’è poco da fare.
Nonostante spesso e volentieri ci si ritrovi davanti a dover fare i conti col lato “umano” dei protagonisti, lo spettatore ben presto capisce che la sete di potere e il denaro ridicolizzano tutto quanto. Si è disposti, come abbiamo già visto in più occasioni, ad uccidere persino le “criatur‘”, i bambini. Persino nella scena in cui Gennaro piange salutando il figlio, non so perchè non mi viene da credergli. E se fosse disposto ad ucciderlo per i suoi scopi?

Alcuni personaggi seguono un’interessante evoluzione, tra cui Sangue Blu: dovrà anche lui fare i conti prima o poi con i traditori. Chi ci rimette è anche, a mio avviso, un personaggio che poteva essere sviluppato molto di più, ossia Valerio.

I colpi di scena sono all’ordine del giorno fino agli ultimissimi minuti del finale di stagione: una grande stagione. Nonostante la terza avesse avuto qualche piccolo calo, dovuto soprattutto all’inserimento di O’Santo e alla nuova vita di Ciro, qui invece riprendiamo un tiro eccellente. Interessantissimo è (FINALMENTE!) il conflitto Stato – Camorra che va piano piano crescendo durante le ultime puntate. Confido nella quinta.

“Gomorra” si conferma una serie di punta, in tutto e per tutto. Personalmente parlando trovo infondate le critiche di chi sostiene che qui la Camorra venga esaltata su tutti i fronti: sbagliato.
I protagonisti di “Gomorra” sono il cancro dello Stato. Puntata dopo puntata ognuno di loro sta facendo la fine che merita. Ne sono morti tanti e continueranno a morirne altrettanti.

Sono impaziente di vedere come andranno le cose. Non prima di essermi visto “L’Immortale”, il film di e con Ciro di Marzio (il grande Marco d’Amore, attore e regista anche di un paio di puntate della 4°!), in uscita al cinema a Natale.

“Chest’è, Gennà?”.
“Chest’è, Patrì.”.

GOMORRA 4
GOMORRA 4

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