Bellezza senza tempo: “La Danzatrice di Izu”

Persi tra i paesaggi primaverili del Giappone di fine anni ’20, con “La Danzatrice di Izu” andiamo a scoprire la vera bellezza: quella senza tempo.

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TRAMA

Uno studente (senza nome) parte alla volta della penisola di Izu per una sorta di viaggio spirituale, quando incontra durante il tragitto un gruppo di giovani attori. Decide di seguirli, essendo senza una meta precisa nè uno scopo ed essendo particolarmente affascinato dal loro stile di vita.
Lo studente comincia fin da subito a provare una certa attrazione verso la giovanissima danzatrice Kaoru: ma come finirà?

CONSIDERAZIONI

Yasunari Kawabata è un autore importantissimo per quanto riguarda la letteratura giapponese. Decine di scritti, racconti, romanzi, saggi dedicati prevalentemente all’essere umano in quanto mutevole e fuggiasco, fragile ed incerto. Scritto nel 1926 e divenuto uno dei pilastri fondamentali dell’autore, questo “La Danzatrice di Izu” – un breve racconto – altro non è che un elogio alla bellezza nel suo concetto di purezza, corredato di tutte le sfaccettature più complesse dell’animo umano.


Il nostro protagonista, che in molti hanno paragonato ad un giovane Kawabata, vive un momento particolare della propria vita: l’incertezza del vivere. Parte così alla volta della penisola di Izu, e proprio questo lo porterà a vivere un’esperienza veloce e toccante allo stesso tempo. L’incontro con un gruppo di attori (prevalentemente donne ed un solo uomo, Eikichi) lo affascinerà: il viaggio itinerante, gli spettacoli, il pubblico, le soste.


Il turbamento iniziale lascia spazio ad un focolaio amoroso: il nostro protagonista infatti comincerà ad avere occhi solo per Kaoru, la giovane danzatrice ed addetta al tamburo. I giorni passano ed il focolaio aumenta, quando all’improvviso, complice un bagno in acqua, il Nostro si renderà conto che la giovane Kaoru è davvero molto giovane. Anzi, giovanissima. Superato lo sconforto, sconfinato poi in un sollievo quasi inspiegabile, arriverà però il giorno della separazione tra i due. E l’età smetterà di incidere, tutto smetterà di avere un senso. Era amore vero.
Come un maestro d’orchestra, qui Kawabata tocca armoniosamente molti aspetti della giovane età: la passione, i turbamenti amorosi, le delusioni e l’accettazione della sconfitta. Un libro delicato e forte allo stesso tempo, assolutamente da non perdere.

L’edizione Adelphi ci regala a fine romanzo anche un saggio, “Esistenza e scoperta della bellezza”, dove Kawabata ci racconta il vero senso della bellezza in tutte le sue forme.

Imperdibile!

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