IGORT: “Quaderni Giapponesi – Un viaggio nell’impero dei segni”

Considerato uno dei maestri del fumetto italiano (nonchè attuale direttore della storica rivista Linus),Igort ci accompagna qui in un Giappone d’annata, tra incontri con fumettisti di spessore e vita quotidiana. Questo volume si intitola “Quaderni Giapponesi – Un viaggio nell’impero dei segni”, ed è il primo di due spettacolari graphic novel.

IGORT

TRAMA

È stato il primo occidentale a disegnare un manga in Giappone, ed uno dei primi ad avere un successo spropositato a livello mondiale. Igor Tuveri, in arte IGORT, è un vero e proprio orgoglio del fumetto italiano.

Fumettista, scrittore, autore, regista, con questo “Quaderni Giapponesi – Un viaggio nell’impero dei segni” ci regala il primo volume (su due) di quello che viene considerato un cult del graphic novel.

IGORT
CONSIDERAZIONI

Avevo puntato entrambe i volumi di IGORT già qualche tempo fa e mia moglie, sapendolo, mi ha stupito regalandomeli tutti e due per il mio compleanno. La prima parte, ossia “Quaderni Giapponesi – Un viaggio nell’impero dei segni”, mi ha meravigliato e non poco. Mi è dispiaciuto finirlo, lo ammetto.

Essendo io un neofita della cultura giapponese, di cui sono amante da poco tempo (vedi alla voce: Kantaro Aggretsuko e I KILL GIANTS ), questo primo volume mi è servito per comprendere alcuni punti fondamentali della cultura del Sol Levante. Igort, attraverso la sua personale esperienza da italiano all’estero, ci racconta di un Giappone ricco di personaggi, contraddizioni ed aneddoti.

La narrazione parte raccontando il percorso di “Yuri”, ossia il primo manga realizzato da un autore non giapponese (Igort) per Kodansha, storica pietra miliare dell’editoria orientale. La storia del piccolo astronauta in cerca dei genitori fa il botto in Giappone, permettendo così ad Igort di trascorrere settimane e mesi proprio in quella Terra, arrivando ad assimilarne usi e costumi. Da qui successivamente il filo descrittivo si allarga verso molteplici orrizonti.

Le tavole disegnate permettono alla narrazione di fondo di scorrere liscia come l’olio. Vengono descritti minuziosamente i dettagli della vita dell’autore: dalla planimetria della stanza in cui vive fino ai templi in cui va a meditare, passando per gli incontri con autori parecchio famosi come Hayao Miyazaki, ad esempio.

Igort, tra gli altri eventi legati al mondo del manga, passa in rassegna svariati momenti di vita vera. Dalla severità dei “pezzi grossi del fumetto”, alle notti passate insonne a disegnare, per esempio: il lavoro prima di tutto. Insomma, questa è l’incredibile storia di un autore occidentale accolto come un orientale in terra orientale.

Finisco di tediarvi, lo giuro, ma mi sono sentito veramente in Giappone. Poetico.

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