ERAGON – (Ciclo dell’Eredità – Volume I): il romanzo che non ti aspetteresti

Incuriosito da questa saga Fantasy di cui conoscevo soltanto il nome,  “Eragon” – primo volume facente parte del “Ciclo dell’Eredità” di cui fanno parte altri tre libri, “Eldest”, “Brisingr” ed “Inheritance” – è uno di quei romanzi che ha richiesto al mio cervello uno sforzino in più per delinare una recensione comprensibile.

Scherzi a parte, sono rimasto particolarmente spiazzato: vediamo perchè.

(una parte della mappa: Eragon proviene da Carvahall)

TRAMA

Eragon è un tenerissimo giuovinotto di anni 15 che vive assieme allo zio Garrow ed al cugino Roran a Carvahall, nell’Algaësia. Durante una battuta di caccia notturna incappa in una pietra blu incustodita per terra (ma questo Diabolik non lo sa, per fortuna di Eragon): ma ciò che sembra non è.  Si tratta infatti di un uovo di drago-femmina – Saphira –  abbandonato da un gruppo di Elfi… Quello che ancora Eragon non sa è che l’uovo è stato rubato a Galbatorix, potente e malvagio tiranno, come non sa che lo stesso Galbatorix si metterà presto sulle tracce dello sfortunato ragazzo per riprendersi ciò che è suo.
A sconvolgere ulteriormente la vita di Eragon è l’omicidio dello zio Garrow da parte dei sicari di Galbatorix, i Ra’Zac: da quel momento in poi, l’esistenza del giovane non sarà più la stessa e si troverà a fare i conti con diversi personaggi e – soprattutto – diverse pericolose situazioni. Ma il nostro buon Eragon non sarà da solo in questa prima incredibile avventura.

CONSIDERAZIONI

All’inizio della mia personalissima avventura con Eragon, ho pensato: “una saga scritta da un ragazzo…per ragazzi”. Già, all’epoca del primo volume Christopher Paolini aveva 15 anni. 15.

Mi sbagliavo su una cosa, ossia i destinatari. La saga di Eragon non va pensata esclusivamente come una meravigliosa storia per ragazzi / adolescenti, ma bensì per un pubblico molto più vasto come forbice d’età. Personalmente mi sento di riprendere in mano alcune considerazioni già affrontate in passato da parecchie persone. La scrittura, ad esempio, è molto semplice e non è particolarmente complessa e strutturata. I richiami a saghe ben più note ed articolate sono parecchi: da Star Wars a Il Signore Degli Anelli, per citarne un paio. Ma ben presto, dopo pochi capitoli (brevi e facilmente – appunto – leggibili), Eragon riesce più o meno ad acquisire una sua identità personale. I punti a favore sono molteplici, e Christopher Paolini riesce a valorizzarli tutti.
In primis i personaggi, ai quali fai davvero fatica a non affezionarti. Eragon ed il drago femmina Saphira, tanto per cominciare, che riescono a comunicare esclusivamente col pensiero. Brom il cantastorie, la guida spirituale di Eragon, ma anche l’elfa Arya, Orik, Murtagh, l’erborista Angela ed il buon gatto mannaro Solembum, con cui il nostro protagonista colloquia – manco a dirlo –  col pensiero.

Con molta facilità apprendiamo che il percorso di Eragon sarà lungo e non privo di ostacoli, e che la vita sarà impassibile e impenetrabile sul metterlo a dura prova. In questo primo romanzo, il nostro Cavaliere è solo all’inizio di un percorso di formazione importante e solido, e lo scrittore non manca di farci notare qualche ingenuità qui e là proprio dovuta all’inesperienza del protagonista. Il tutto rende la storia ancora più coinvolgente ed avvincente.

Per concludere il mio pensiero, posso dire in tutta serenità che mai mi sarei aspettato di trovarmi davanti ad una così bella storia. Avevo preso questo primo volume quasi sottogamba, considerandolo una lettura leggera. Ribadisco, mi sbagliavo: “Eldest” è già sul mio comodino che mi aspetta, e tra un pò mi ritufferò tra le braccia di draghi, cavalieri e giovani fanciulle.

Sì, sì, sì.

 

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